Allora si che potremmo iniziare a dire che almeno per qualcuno i SOLDI CADONO DAL CIELO
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La dichiarazione universale dei diritti umani (CLICCA SULL’IMMAGINE PER SAPERNE DI PIù) dice che l’acqua potabile è un diritto essenziale per la vita. Oggi 1,5 miliardi abitanti della terra ha sete. Mentre 2,5 miliardi sono quelli che non hanno accesso a servizi sanitari adeguati. Se un africano ha al massimo 10-20 litri di acqua a disposizione ogni giorno, in occidente la sprechiamo. Noi italiani ne consumiamo 200 litri al giorno, di questi 2 li beviamo il resto se ne va per altri consumi e molti sprechi.
L’acqua serve per dissetarsi, per lavarsi, per cercare ristoro dal caldo, per far abbeverare le bestie, per lavare i panni.
C’è sempre stato un “patto” di rispetto in tutte le civiltà verso la sacralità dell’acqua, ma adesso le cose stanno cambiando e non in meglio.
La nostra società, fondata principalmente sul denaro e sul profitto, vede l’acqua come una merce, vale a dire qualcosa su cui lucrare. Così l’acqua è diventata merce, fonte di profitto, comprata e venduta come un telefonino o un vestito, quotata in borsa come tutti i prodotti di consumo, ed in questi anni sono aumentati in maniera esponenziale i consumi di acque imbottigliate e di acque minerali di lusso. Perché? Ma è possibile che vengano depredate fonti di acqua preziosa solo per fare business? E’ giusto privatizzare l’acqua pubblica come sta succedendo in Italia? E davvero l’acqua dei rubinetti italiani finirà nelle mani di multinazionali che la venderanno a caro prezzo?
http://www.community.rai.it/forumThreads/view/4b0285d4-4380-4897-af5c-5fdad4a2449f
QUANDO LA SINISTRA FA LA SINISTRA, LE COSE FUNZIONANO BENE PER TUTTI
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Governo Vendola: la giunta approva la legge su acqua bene comune.
venerdì 05 febbraio 2010 10:59 – di redazione – Categorie: ArticoliLa Giunta Regionale pugliese ha approvato oggi il disegno di legge regionale che sancisce il principio dell’acqua bene comune dell’umanità, per cui il servizio idrico integrato deve essere necessariamente gestito da un soggetto pubblico. Lo rende noto l’assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati relatore del provvedimento.
Il disegno si compone di 15 articoli che stabiliscono i termini di governo e gestione del Servizio Idrico Integrato attraverso la costituzione dell’azienda pubblica regionale “Acquedotto Pugliese – AQP”.
Specificamente si stabiliscono i principi dai quali trae ispirazione l’intero disegno di legge, ovvero che l’acqua è un bene comune, di proprietà collettiva, essenziale e insostituibile per la vita, non assoggettabile a leggi di mercato, il cui approvvigionamento deve essere difeso e garantito dalla Regione Puglia. Viene inoltre sancito il principio secondo cui il servizio idrico integrato è privo di rilevanza economica e deve essere sottratto da ogni regola della concorrenza.
Il disegno di legge istituisce l’azienda pubblica regionale “Acquedotto Pugliese – Aqp”, che subentra all’Acquedotto pugliese s.p.a. e sarà amministrata in forma di azienda pubblica regionale priva di scopo di lucro che potrà eventualmente gestire attività diverse dal servizio idrico integrato, attraverso la costituzione di società anche miste, purchè gli utili siano utilizzati per migliorare il servizio.
Per garantire inoltre la disponibilità e l’accesso all’acqua come diritti inviolabili dell’umanità, il disegno di legge istituisce un fondo regionale per il diritto all’acqua ed uno di solidarietà internazionale. Il primo, gestito dalla Regione Puglia con i Sindaci associati nell’ambito territoriale ottimale, mira a garantire il livello essenziale di accesso all’acqua per soddisfare i bisogni essenziali di vita di ogni Cittadino, che saranno garantiti gratuitamente e a carico della fiscalità generale; il secondo invece tende a rimuovere gli squilibri economici e sociali e a contribuire a garantire il diritto all’acqua potabile a quelle popolazioni che non hanno accesso ai servizi idrici.
Il Consiglio d’amministrazione dell’azienda regionale sarà composto dal presidente, dal vice presidente e da tre consiglieri d’amministrazione nominati dall’assemblea dei sindaci pugliesi.
“Il servizio idrico integrato gestito da un soggetto pubblico – ha commentato l’assessore Fabiano Amati – è la migliore garanzia per affermare nei fatti piuttosto che a parole che l’acqua è un bene comune dell’umanità. Se questo è vero in generale, è altrettanto necessario in Puglia: una regione che notoriamente non ha acqua e per questo la capta e adduce dalle regioni limitrofe, attraverso l’opera ingegneristica più complessa del mondo e più grande d’Europa.
L’acquedotto pugliese fu realizzato per emancipare i pugliesi dalla sete e dall’ingiustizia – ha concluso Amati – ed ancora oggi abbiamo la necessità d’affermare la pubblicità del servizio idrico integrato per non trovarci catapultati in più nuove forme di ingiustizia, che sarebbero realizzate attraverso la gestione privata del servizio, disperdendo il tanto e il buono fatto negli ultimi cinque anni da AQP.”
Proposta concernente il diritto all’acqua e definizione del SII come privo di rilevanza economica
Proposta di modifica/integrazione dello Statuto Comunale/Provinciale
Art. ……
Il Comune / La Provincia di ………………. dichiara di :
riconoscere il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico ;
confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà ;
riconoscere che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del d. lgas n. 267/2000.
CLICCA SULL’IMMAGINE PER SCARICARE LA DELIBERA IN PDF
Tags: Ecologia, Economia, Limbiate, Politica, Sinistra, Solidarietà
Piano di Lottizzazione di Via Monza presentato dalla società HI-TECH
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Il Piano di Lottizzazione presentato dalla società HI-TECH deve essere completamente rivisto in ordine della viabilità.
Lo spostamento dell’attuale tracciato della strada provinciale in zona di rispetto cimiteriale non è giustificabile per il miglioramento della viabilità e ridurrà in modo non più rimediabile la possibilità di ampliamento del Cimitero.
La strada SP ex SS 527 nel tratto da Saronno a Monza, seppur interessata da numerose rotonde, realizzate in questi ultimi anni, ha sempre mantenuto il proprio assetto lineare.
Il Comune di Limbiate sarebbe il primo ed unico comune a modificarne il percorso a fronte di un Piano di iniziativa privata.
Definire perciò tale spostamento una “razionalizzazione” della viabilità è una vera e propria presa in giro.
E’ invece del tutto evidente che tale spostamento è in funzione dell’allargamento dei parcheggi del punto vendita dell’Euronics.
La modifica dell’attuale tracciato coinvolge proprietà di terzi che nulla hanno a che fare con il progetto presentato dalla società HI-TECH.
I proprietari saranno costretti a cessioni o a esproprio forzoso.
E’ questa una pratica da qualche tempo instaurata dall’ amministrazione che è ingiusta e che pone il Comune nella posizione non più di super parte.
Sarebbe bene che il Comune di fronte ad un piano di un privato pretendesse dallo stesso, prima di tutto, la piena disponibilità delle aree su cui vuole operare senza dover ricorrere a propri poteri d’imperio e invischiarsi in procedure di esproprio.
Non siamo pregiudizialmente contrari all’allargamento del punto vendita a patto però che la questione della viabilità venga rivista completamente.
Proponiamo perciò che l’osservazione venga accolta perché giustamente l’osservante mette in rilievo che per il miglioramento dell’accesso al punto commerciale HI-TECH e alle altre attività commerciali sarebbe sufficiente una rotonda senza modificare l’attuale tracciato stradale, interessando solo le proprietà HI-TEC, senza ricorrere ad espropri di proprietà di terzi e, soprattutto, limitare i possibili futuri ampliamenti del cimitero.
Si eviterebbero, infine, costi inutili con conseguente incasso di oneri di urbanizzazione.
Tutta l’architettura del progetto nella parte viabilistica si basa sulla considerazione della “pubblica utilità” della modifica del tracciato stradale nella considerazione, ridicola, che un percorso non lineare è più sicuro.
Va messo in rilievo che da tutta questa operazione il Comune incasserebbe solo il contributo del costo di costruzione (circa 400 mila euro) a fronte di una trasformazione di un’area di 6.000 mq da parcheggio a commerciale.
Gli oneri di urbanizzazione che HI-TEC dovrebbe dare al Comune, stimati in oltre 800.000 euro, andranno tutti a coprire i costi della nuova viabilità.
E’ una visione dell’interesse pubblico per lo meno miope.
Tags: Diritti, Ecologia, Economia, Limbiate, Politica
Ma IL SINDACO SI CANDIDA O NON SI CANDIDA??
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E’ ormai necessario che il sindaco chiarisca se si candida alle elezioni regionali o no.
Questo è il tempo della predisposizione del Bilancio comunale, anzi siamo già oltre il termine fissato dalla legge (31 Dicembre).
Dovrebbe essere un momento di forte impegno: la testa dovrebbe essere tutta lì.
Questo sarà un anno durissimo per mantenere i conti del comune in equilibrio.
Ma nelle stanze del nostro comune si pensa a tutt’altro.
E’ come se il capofamiglia se ne andasse al cinema mentre la sua famiglia versa in condizioni critiche.
“Mi candido o non mi candido, vorrei o non vorrei, vorrei ma non mi vogliono”.
Ma basta!
Siamo stanchi di assistere al logoramento dell’attività amministrativa a causa dei suoi dilemmi.
Non possiamo più sopportare che questa situazione pesi ulteriormente sul comune proprio in questo momento di difficoltà.
Forse non molti avvertono che il rischio è quello del commissariamento del comune e delle elezioni anticipate.
Il sindaco non può nuocere due volte, come sindaco e come candidato (o aspirante candidato) consigliere regionale.
Il logoramento politico all’interno del suo partito, innescatosi durante le elezioni provinciali, perdura e si approfondisce continuamente.
I conti del comune sono sul filo del rasoio: non sappiamo ancora cosa succederà con il “patto di stabilità”, il mancato rispetto del quale produrrà gravi conseguenze, costringendo ad una riduzione di beni e servizi di almeno il 7% oppure, in alternativa, ad un aumento delle tasse e delle tariffe.
Le difficoltà sono tali che ormai la lista dei creditori si allunga e i tempi di pagamento delle prestazioni fatte al comune si dilatano.
Anche le associazioni di volontariato che prestano servizi al comune ormai sono in sofferenza per la lunga attesa dei pagamenti loro dovuti.
A fronte della situazione che preannuncia difficoltà fortissime per questo anno, il comune è immerso in una atmosfera surreale che distoglie dai problemi seri.
Questo succede quando si perde di vista l’impegno assunto con i cittadini: il mandato è per cinque anni, bisogna rispettarlo, signor sindaco.
L’elezione ad una carica amministrativa non è un ascensore per le proprie ambizioni personali.
E’ prima di tutto una straordinaria responsabilità verso la comunità.
Questo può comportare costi e sacrifici, ma questo è il patto.
L’elezione ad una carica amministrativa non è un ascensore per le proprie ambizioni personali.
E’ ormai necessario che il sindaco chiarisca se si candida alle elezioni regionali o no.
Questo è il tempo della predisposizione del Bilancio comunale, anzi siamo già oltre il termine fissato dalla legge (31 Dicembre).
Dovrebbe essere un momento di forte impegno: la testa dovrebbe essere tutta lì.
Questo sarà un anno durissimo per mantenere i conti del comune in equilibrio.
Ma nelle stanze del nostro comune si pensa a tutt’altro.
E’ come se il capofamiglia se ne andasse al cinema mentre la sua famiglia versa in condizioni critiche.
“Mi candido o non mi candido, vorrei o non vorrei, vorrei ma non mi vogliono”.
Ma basta!
Siamo stanchi di assistere al logoramento dell’attività amministrativa a causa dei suoi dilemmi.
Non possiamo più sopportare che questa situazione pesi ulteriormente sul comune proprio in questo momento di difficoltà.
Forse non molti avvertono che il rischio è quello del commissariamento del comune e delle elezioni anticipate.
Il sindaco non può nuocere due volte, come sindaco e come candidato (o aspirante candidato) consigliere regionale.
Il logoramento politico all’interno del suo partito, innescatosi durante le elezioni provinciali, perdura e si approfondisce continuamente.
I conti del comune sono sul filo del rasoio: non sappiamo ancora cosa succederà con il “patto di stabilità”, il mancato rispetto del quale produrrà gravi conseguenze, costringendo ad una riduzione di beni e servizi di almeno il 7% oppure, in alternativa, ad un aumento delle tasse e delle tariffe.
Le difficoltà sono tali che ormai la lista dei creditori si allunga e i tempi di pagamento delle prestazioni fatte al comune si dilatano.
Anche le associazioni di volontariato che prestano servizi al comune ormai sono in sofferenza per la lunga attesa dei pagamenti loro dovuti.
A fronte della situazione che preannuncia difficoltà fortissime per questo anno, il comune è immerso in una atmosfera surreale che distoglie dai problemi seri.
Questo succede quando si perde di vista l’impegno assunto con i cittadini: il mandato è per cinque anni, bisogna rispettarlo, signor sindaco.
L’elezione ad una carica amministrativa non è un ascensore per le proprie ambizioni personali.
E’ prima di tutto una straordinaria responsabilità verso la comunità.
Questo può comportare costi e sacrifici, ma questo è il patto.
E’ prima di tutto una straordinaria responsabilità verso la comunità.
Questo può comportare costi e sacrifici, ma questo è il patto.
Tags: Politica
PRIMA C’ERA UN CAMPO DI CALCIO SENZA LE TRIBUNE, ORA CI SONO LE TRIBUNE E NON C’E’ IL CAMPO DI CALCIO!
Posted by admin | Filed under Politica, Politica di Sinistra
DISAGI E DISSERVIZI PER I CITTADINI DI LIMBIATE E GLI ABITANTI DI VIA CORELLI.
I servizi insieme al campo di calcio dovevano essere realizzati entro il 28 febbraio 2006
4 ANNI DI RITARDI, UN INTERO MANDATO POLITICO
È di 40.000 metri quadri, pari a 400 appartamenti l’ennesimo intervento voluto dalla giunta Romeo, che non vede ancora compiuti i servizi per la cittadinanza e le 1.000 persone che vi andranno ad abitare e che per oggi ricevono solo disagi e ritardi di un cantiere eterno.
Torniamo a giocare nel parco, mega partitella a porticine sulla via Corelli con i cittadini Limbiatesi e gli abitanti di via corelli. Una partita di calcio simbolica sull’asfalto per contestare i ritardi dei lavori ed il fatto che a Limbiate oggi è più diffcile giocare a pallone liberamente … e tutto per costruire case!
DOMENICA 7 FEBBRAIO 2010 ore 10.00
Presidio con partitella a porticine in via Corelli al Villaggio del Sole
INSIEME AL CENTRO SINISTRA LIMBIATESE

Tags: Ecologia, Limbiate, PD, Politica, Sinistra
Che sVendola!
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CHE SVENDOLA! LA PUNTATA DI BLOB!
Tags: Ecologia, Politica, Sinistra, Solidarietà
VITTORIA! LA BUONA POLITICA VINCE! E’ INCOMINCIATA LA RIVOLUZIONE DELLA SINISTRA
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Nichi Vendola – Videolettera al popolo delle primarieAbbiamo vinto! Video lettera di Nichi
lunedì 25 gennaio 2010 03:05 – di redazione – Categorie: Vetrina
E’ una di quelle giornate che non puoi dimenticare, mai. Perché ti ricordano quanto di bello c’è nel fare politica, nella buona politica. E Nichi… che grande uomo. Perché non si può essere un grande politico se non sei capace di commuoverti o di sorridere davanti all’entusiasmo e alla passione dei giovani de La Fabbrica.
E poi, guardate il video, guardete dietro Nichi: sorrisi, emozioni, la voglia di speranza di ragazze e ragazzi che non si arrendono per niente al mondo. E’ tanto merito loro questa grande vittoria. E’ tanto merito nostro. Che abbiamo sogni grandiosi e che non molliamo mai.
Grazie Nichi. Grazie a tutte/i noi.
I SOLDI CADONO DAL CIELO SE L’ACQUA DIVENTA MERCE DA VENDERE
Posted by admin | Filed under INNOVAZIONE, Politica, Politica di Sinistra, SINDACATO
Dal 2012 in Italia la gestione di tutti gli acquedotti rischia di finire nelle mani delle multinazionali!
Questo è purtroppo quello che prevede la legge approvata dal Parlamento con Decreto n. 135 art. 15, dando il via libera alla privatizzazione, per i Comuni Italiani riuniti negli A.T.O. della gestione dell’acqua o affidarla a società miste pubblico-privato in cui la componente privata sia almeno del 40%. Altre esperienze in Italia, in Europa e nel Mondo sono state effettuate con il fallimento dell’operazione, perché come ovviamente si può immaginare, l’interesse privato tende a non investire e a massimizzare i profitti con l’effetto di far lievitare sensibilmente le bollette a parità di consumo e con qualità del servizio in diminuzione.
In Bolivia ha portato alla guerriglia urbana con diversi morti, Parigi sta facendo marcia indietro nel merito, in Italia diverse esperienze hanno già fatto assaporare ai cittadini ed agli amministratori locali il sapore del fallimento e di un’acqua assai più “salata” ( es. Acqua Latina).
Noi di Sinistra Ecologia Libertà insieme a Rifondazione Comunista siamo fortemente contrari alla privatizzazione di una risorsa naturale come l’acqua, un bene comune di tutta l’umanità, che non deve finire come merce divina nelle mani delle Corporazioni e delle Multinazionali.
Come può un popolo sovrano essere tale se non è libero nemmeno di bere un bicchiere d’acqua? Come può un popolo definirsi LIBERO se non può garantirsi la sopravvivenza? Come si può permettere di trasformare la primaria fonte di vita in una merce?
Una cosa è sicura, che diventerà realtà il detto “I SOLDI CADONO DAL CIELO” almeno per qualcuno!
Per questo insieme alla CGIL, al Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua ed ai Saveriani di Desio promuoveremo un’ assemblea pubblica nella quale discutereme insieme la legge i suoi effetti sulle persone ed il lavoro e le possibili vie d’uscita. Iniziativa di cui allego il manifesto.
Vi ringrazio per l’attenzione che vorrete dedicare.
A presto.

Tags: Economia, INNOVAZIONE, Limbiate, Politica
Acqua pubblica e NO al nucleare, per il futuro dell’ Umanità
Posted by admin | Filed under INNOVAZIONE, Politica
LE CENTRALI ATOMICHE SONO ANTIECONOMICHE, PERICOLOSE E CONTRO L\’UMANITA\’, IN ITALIA CI COSTANO ANCORA L\’1,8% DELLA BOLLETTA ENERGETICA E IN FRANCIA CONSUMANO IL 40 DELL\’ACQUA DOLCE DISPONIBILE. GUARGA IL VIDEO TRATTO DA TERRA RELOADED!
SEL sta lavorando per promuovere, con un ampio schieramento di forze politiche e di movimento, due referendum su acqua e nucleare. Si tratta da un lato di bloccare i processi di privatizzazione dell’acqua e il ritorno del nucleare e dall’altro di realizzare il diritto all’acqua come bene comune e la connessione dell’Italia con le politiche europee per il clima e lo sviluppo delle fonti rinnovabili.
Su acqua energia e clima esistono importanti movimenti che da anni sono impegnati in una pratica che è contemporaneamente diffusa sui territori e proiettata nell’ambito globale. Questi movimenti sono i soggetti principali con cui si sta discutendo la messa in campo della battaglia referendaria. Siamo tutti coscienti delle difficoltà che lo strumento referendario ha conosciuto in questi ultimi anni. Per questo siamo convinti che esso debba essere utilizzato in un contesto e con modalità nuove. Anche perciò sono centrali i movimenti che possono con più legittimità e chiarezza rivendicare l’uso del referendum come mezzo per i cittadini di farsi valere laddove intervengano scelte su elementi fondamentali e vi sia una sordità del potere che abusa delle sue prerogative. Non c’è dubbio che per acqua e nucleare siamo in questo ambito di casi.
La privatizzazione dell’acqua è un vero è proprio cambio di paradigma di civiltà ed una rottura con il patto di cittadinanza. L’acqua è un bene vitale e ridurlo a merce significa trasformare i cittadini in clienti cui può addirittura essere negato un bene vitale. Il nucleare rappresenta un rischio diffuso e permanente cui i cittadini debbono avere il diritto di dire no, come del resto avevano già fatto con il referendum della fine anni ottanta. Per di più il modo con cui il governo ha deciso e decide su queste materie sottrae strutturalmente democrazia ai cittadini avocando le decisioni dall’alto, in barba di procedure anche di rilevanza europea come le valutazioni di impatto, dei poteri locali e del pronunciamento referendario. Questo modo con cui si è deciso chiede anche alle forze politiche contrarie di continuare la lotta in tutte le forme necessarie e rende legittimo e doveroso ricorrere anche a strumenti come i referendum.
Da qui la decisione di SEL, per altro esclusa dai parlamenti, ma presente nei movimenti, di lavorare su questa ipotesi. I provvedimenti per la privatizzazione dell’acqua e per la imposizione del nucleare varati dal governo Berlusconi sono gravissimi e pieni di violazioni a normative europee e a prerogative nazionali. Non a caso molte Regioni hanno già avanzato ricorsi per incostituzionalità su entrambi i temi. Questo è molto importante. Alla campagna referendaria nazionale deve infatti aggiungersi ovunque è possibile, una campagna per attivare lo strumento dei Referendum regionale consultivi, oltre all’attività di mobilitazione nei territori.
Il movimento per l’acqua ad esempio ha già raccolto qualche tempo fa quattrocento mila firme per una legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua; ed ora sta lavorando a far pronunciare gli enti locali sull’inserimento negli statuti della scelta per l’acqua pubblica. E contro il nucleare si sta riattualizzando la rete dei comuni denuclearizzati. Sarebbe anche bene che l’Europa venisse investita per esprimere un giudizio sulle norme che privatizzano l’acqua a “trattativa diretta” in barba delle gare. Ma oltre al contrasto di dettaglio c’è una campagna di civiltà che va agita. Per SEL un impegno importante. Si sta lavorando con molte forze. Il Movimento per l’acqua, che può essere il collante della mobilitazione contro la privatizzazione.
Il movimento no al nucleare e si alle fonti alternative. In essi ci sono rappresentati molte forze dell’arcipelago associativo. Tra i partiti e i soggetti politici si sono messi al lavoro oltre noi la IDV, i Verdi, la Federazione della sinistra, i Viola e gli amici di Grillo. L’unità deve essere la nostra bussola. E un uso appropriato dei referendum come parte di un impegno più vasto e articolato e con la valorizzazione del suo carattere dal basso, di cittadinanza attiva, in cui si deve poter pronunciarsi per convinzione e non per schieramento politico. Anche perché dopo le firme c’è un quorum da fare, e non è proprio facile, e un si da affermare. Ma le difficoltà, evidenti, non possono esimerci.
I territori sono e saranno in lotta contro privatizzazioni e individuazione dei siti. Le loro lotte vanno sostenute anche con un orizzonte generale che il referendum può aiutare a dare. Per SEL poi parlare di acqua e di energia deve essere una priorità anche per la campagna elettorale prossima. In Puglia, dove no alla privatizzazione dell’acquedotto e no al nucleare sono due ragioni non da poco perché Vendola debba restare presidente. Ma anche in tutta Italia.
Paolo Cento Roberto Musacchio
Tags: Ecologia, Economia, Politica
Una società per gli individui e per un unica razza, quella umana.
Posted by admin | Filed under Politica, Politica di Sinistra
Indubbiamente il periodo storico che il nostro paese sta vivendo è di difficile interpretazione, difficile è riuscire a trovare delle soluzioni che permettano la creazione di regole funzionali che riescano a rappresentare opinioni condivise dalla maggor parte delle persone. Ma non bisogna smettere di sperare e lavorare per un mondo migliore.
Indubbiamente il periodo storico in cui viviamo i diritti delle persone sono calpestati da un sistema disinteressato dal bene comune, disinteressato dai processi di cambiameto di una società che evolve con una veocità inferiore rispetto ai reali cambiamenti che vengo imposti dai sistemi produttivi post industriali. Il mondo in poco più di un secolo è cambiato in maniera incredibile, le maggiori economie non sono più rappresentate da paese sviluppati ma da multinazionali che fanno dell territorio mondiale il proprio luogo di sviluppo senza frontiere e senza regole, nel quale riescono a muoversi e spostarsi in continuazione, spostando i luoghi di produzione dove il lavoro costa meno e dove la possibilità di consumare l’ambiente ed il territorio non è vincolata dal leggi. Diverse sono le aziende anche nel nostro paese che hanno spostato i centri di produzione in paesi nei quali produrre costa meno e di conseguenza il profitto è maggiore. La globalizzazione che ha travolto il mondo negli ultimi decenni è l’evento che maggiormente è riuscito a modificare la geografia del nostro paese, che accompagnata da
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